Scopri lo Scrum Master: Guida agile alle figure “sconosciute” nel Mondo ICT

Samuele Capano2024-03-08

Tra le molte figure del mondo ICT ce ne sono alcune delle quali si sa ben poco, ad esempio lo Scrum Master, il Servant Leader. Scopri chi è questa figura misteriosa. Leggi ora l'articolo.

Indice

  1. Scrum Master: Ruolo e Funzioni
    1. Il ruolo dello Scrum Master nel ciclo di vita del software
    2. Funziona anche su grandi progetti? 
  2. Framework SCRUM e la Metodologia Agile: come sopravvivere senza perdersi
  3. Fondamenta dello Scrum Mastering
  4. Le Figure Coinvolte nello Scrum Team
  5. Le Responsabilità dello Scrum Master
    1. Daily Scrum: il buongiorno si vede dal mattino 
    2. Sprint Planning: Piano di Volo per il Successo
    3. Sprint Review: il Momento della Verità
    4. Sprint Retrospective: alla Ricerca dei Fantasmi degli Sprint Passati
  6. Conclusione: L'Importanza dello Scrum Master nei Progetti ICT

“Ma te, che lavoro fai?”  “Senza andare nel dettaglio, il consulente informatico”  “Ah quindi riesci a dirmi perché il mio cell…”  “No!”  “Allora se posso risparmiare cambiando gestor…”  “Sono uno Scrum Master” 

Quando si parla del mondo ICT/IT si fa sempre molta confusione, esistono tante mansioni, figure lavorative, metodologie di lavoro e ognuna di esse ha delle sottocategorie.  Spiegare a un profano cosa si fa per mantenersi a volte non è facile, qui vi spiegherò una delle tante misteriose figure mitologiche: lo Scrum Master- Partendo dalle basi fino a entrare nello specifico.  

Scrum Master: Ruolo e Funzioni 

 Partiamo dal concetto di Servant Leader, perché è questo che è un SM, una figura che fa sia da guida che da servitore. 

Con Servant Leader si intende quindi una figura che, oltre alle classiche caratteristiche di leadership (saper organizzare, delegare, avere lungimiranza, people management, ecc…), si distingue perché è in grado di responsabilizzare i colleghi, li ascolta, dimostra empatia e soprattutto lavora per eliminare i problemi e semplificare le attività. 

Uno SM, oltre a fare tutto questo, promuove il framework SCRUM, garantendo che tutti i principi e le regole vengano rispettati. Vediamo nel prossimo paragrafo cos’è il framework scrum. 

Il ruolo dello Scrum Master nel ciclo di vita del software

Lo Scrum Master semplifica la gestione del ciclo di vita del software, principalmente nella fase di implementazione, dove supporta gli sviluppatori, aiutandoli a lavorare senza impedimenti e migliorando la comunicazione tra le parti, evitando che ci siano incomprensioni. 

Funziona anche su grandi progetti? 

Certo! Come esempio concreto potremmo prendere un’azienda che vuole mettere in atto una trasformazione digitale. Questa impatterebbe notevolmente in ogni area dell’azienda, quindi procedere con piccoli rilasci incrementali aiuterebbe a mantenere stabile la struttura senza dover fare un cambio un cambio troppo brusco. Nello specifico, la figura dello Scrum Master, che si concentra su come smarcare gli impedimenti, renderebbe il lavoro più fluido e meno stressante per tutte le figure impattate 

 

Vediamo ora insieme cos’è il Framework Scrum e come si organizza un processo di sviluppo software con questa metodologia. Ma se vuoi approfondire il concetto di trasformazione digitale ti consiglio il mio articolo.

Framework SCRUM e la Metodologia Agile: come sopravvivere senza perdersi

Sopra ho citato l’espressione Framework SCRUM, ma cosa si intende? 

Lo Scrum è un Framework, ossia un insieme di processi e tecniche che garantisce lo sviluppo di applicativi complessi seguendo una modalità agile, quindi con rilasci continui e continue incrementazioni di valore. 

Confusi vero? 

Andiamo per punti.  La metodologia agile ha come obiettivo, secondo il Manifesto Agile del 2001, la piena soddisfazione del cliente abbattendo tempi e costi di sviluppo.  Per farlo si dà la possibilità, in un arco di tempo chiamato Sprint, di rivedere e adeguare le specifiche, anche già rilasciate, con sviluppi iterativi che diano valore aggiunto a quanto già fatto.  Lo Scrum dice come farlo. 

Fondamenta dello Scrum Mastering

Lo Scrum si basa sul concetto di empirismo, cioè la conoscenza deriva dalla pratica ed è risaputo che la pratica porta alla perfezione. 

  I tre pilastri sul quale si basa l’empirismo sono: 

  • Trasparenza: basata su un linguaggio comune, condivisione delle attività e una chiara definizione di ciò che può essere considerato concluso, fatto (definition of done) 
  • Ispezione: una frequente ispezione per verificare che i progressi realizzati rispettino gli obiettivi prestabiliti 
  • Adattamento: se dopo l’ispezione si nota che alcuni requisiti non sono rispettati si procede con un’attività correttiva 

Le Figure Coinvolte nello Scrum Team

Il team di Scrum è un gruppo auto-organizzato e cross-funzionale di professionisti. Non sono presenti PM, SM, PMO, ecc e si organizzano in autonomia per la miglior gestione delle attività.

 Il team è diviso in tre figure: 

  • Il Project Owner (PO): ha la piena visione del prodotto e dei bisogni del cliente. Gestisce e prioritizza il Product Backlog (le attività da svolgere) e garantisce che il team dia valore al business 
  • Il team di sviluppo: di solito sotto le dieci persone, responsabile della consegna del prodotto e della produzione del valore aggiunto su di esso 
  • Lo Scrum Master: finalmente parliamo di lui, la figura mitologica il Servant Leader. È una figura manageriale al servizio del team. Garantisce che il Framework Scrum venga rispettato ed elimina gli impedimenti 

  A questi si aggiunge una figura esterna a quella del team, lo Stakeholder, ovvero il cliente 

Ma ora vediamo nel dettaglio chi è la figura dello Scrum Master per poi vedere come si svolge il cerimoniale. Continua a leggere.

Le Responsabilità dello Scrum Master

Ora che abbiamo una panoramica generale possiamo entrare più nello specifico nella figura dello Scrum Master.   

Come accennato prima, lo SM è un Servant Leader. Questa espressione viene utilizzata per indicare una figura manageriale che al posto di “far piovere i requisiti” sugli sviluppatori e dare delle deadline fornisce linee guida al team su come formarsi, autogestirsi e collaborare. 

 

Lo SM deve essere empatico, cercando di creare un ambiente di lavoro che eviti i contrasti, le minacce esterne e aiuti la coesione del team. 

  Vede ogni membro come un professionista, e come tale viene trattato, incoraggiato e supportato nelle attività. 

 

Oltre a questa parte umana garantisce la trasparenza nei requisiti, aiutando il PO nell’organizzazione del Backlog e aiuta tutti i membri del team a rispettare il Framework Scrum.    In sintesi lo Scrum Master: 

  • Insegna l’autonomia 
  • Responsabilizza 
  • Semplifica le attività  
  • Semplifica i rapporti tra le persone 
  • Crea un ambiente positivo 
  • Rende il lavoro il più trasparente possibile. 

 

Per fare tutto ciò, ci si appoggia quelle che vengono definite cerimonie:

  • Daily Scrum 
  • Sprint planning 
  • Sprint Review 
  • Sprint Retrospective

Continua a leggere per saperne di più su ciascuan fase della cerimonia Scrum.

Daily Scrum: il buongiorno si vede dal mattino 

Partiamo da quella che è l’unica nella quale l* SM non è tenuto a partecipare. 

 

Di norma si tiene ogni giorno sempre allo stesso orario e nello stesso posto e dura circa quindici minuti. Ha lo scopo di allineamento e si può sintetizzare con tre domande: cosa ho fatto? Cosa farò? Ci sono impedimenti? 

In questo caso il compito dell* SM è che venga rispettata la durata e che in caso di impedimenti o dubbi intervenga per smarcarli. 

Sprint Planning: Piano di Volo per il Successo

Questa cerimonia risponde alla domanda cosa faremo in questo sprint? Questo evento ne segna. 

Tutto il team partecipa per decidere quali saranno le attività, o meglio task, da eseguire.  

 

Mentre il Project Owner chiarisce obbiettivi e attività prioritarie e il Team di Sviluppo verifica quali sono le attività effettivamente necessarie da portare avanti, come assegnarle e quali rimandarle. 

  Fondamentale il compito dello Scrum Master che deve far incrociare i bisogni di entrambe le parti guidando il PO a capire cosa è veramente necessario e il Team di Sviluppo a comprendere le necessità del primo e le reali capacità che possono essere impiegate dal team senza dover modificare il piano in corsa. 

  In questo evento può capitare che si notino degli impedimenti o dei buchi nelle richieste che è compito dello SM riuscire a smarcare o guidare verso chi può smarcarli 

Sprint Review: il Momento della Verità

Il team presenta agli stakeholder quanto è stato fatto, ossia ciò che è stato considerato DONE durante lo sprint.

Questo è il momento di confronto tra il team è il mondo esterno ed è il momento in cui le figure esterne fornisco al gruppo un feedback. 

  Non è una semplice presentazione del prodotto. Lo SM in questo caso può guidare il team di sviluppo e il PO a esporsi sul perché sono state scelte alcune attività rispetto ad altre, come sono state eseguite e qual è l’effettivo valore aggiunto sul lavoro precedente. 

 

Questo ultimo punto è molto importante perché può capitare che in uno sprint dove il lavoro si è focalizzato sulla parte di back-end gli stakeholder non abbiano ben chiaro quali migliorie possa avere avuto il prodotto 

Sprint Retrospective: alla Ricerca dei Fantasmi degli Sprint Passati

Come dice l’autore di questo articolo “L* Scrum Master deve dire che va tutto bene anche se non va tutto bene ma poi deve fare di tutto perché le cose vadano bene” L’autore di questo articolo è un po’ contorto, perdonatelo. 

 

Lo Sprint Retrospective è ciò che dà lo stop allo sprint. L’ultima cerimonia e forse quella dove il peso dell* SM è più sentito. 

  Si risponde alle domande: 

  • Cosa è andato bene? 
  • Cosa si può migliorare? 
  • Che azioni possiamo intraprendere? 
  • Come si è vissuto l’ultimo o gli ultimi sprint? (questa è un’extra) 
  • Siete sicuri del lavoro che avete scelto? (gli sviluppatori sanno quante volte se lo chiedono) 

 

Lo scopo di questa cerimonia non è solo lamentarsi, incolparsi a vicenda o festeggiare i traguardi raggiunti. È proprio avere una visione critica su ciò che è avvenuto e su come il lavoro possa migliorare. 

 

Scopo dello SM è guidare il team a esporsi, ad ascoltare e soprattutto a non prenderla sul personale. 

 

Trasformare una polemica in consiglio e aiutare a capire quali azioni possano essere intraprese.

 

Guida la comunicazione, se necessario con esercizi, focalizzandosi su cosa è o non è andato.    Questi esercizi aiutano a esporsi senza far ricadere sugli altri le frustrazioni. Uno di questi potrebbe essere “Paragona la tua esperienza ad un cibo”. A seconda delle risposte si può capire come è andata. Enfatizzando un po’: 

  • Se un membro del team vegano la paragona a una fiorentina può essere che si sia sentito forzato a fare più del dovuto o cose che lui reputa sbagliate 
  • Se viene paragonata alla carbonara con la panna si intuisce che è andata bene, ma c’era qualcosa di sbagliato 
  • Se si paragona alla pizza, beh, non c’è niente da aggiungere. 

 

Questi esercizi aiutano a focalizzarsi su cosa è andato bene, cosa c’è da migliorare e che azioni si possono intraprendere.   

Una volta risposto a queste domande si può creare una tabella dove inserire le risposte e, alla Sprint Review successiva, lo SM potrà verificare se e perché le azioni da intraprendere sono state intraprese. 

 

Questa cerimonia permette di creare un ambiente positivo e rilassato, dove tutto il team si possa sentire rispettato e di conseguenza non si preoccupi di dire la sua sulle varie attività, migliorando non solo l’autostima e il rapporto trai vari membri ma facendoli sentire professionisti. 

Sprint retrospective Fonte: clockwise

Conclusione: L'Importanza dello Scrum Master nei Progetti ICT

In chiusura, lo Scrum Master emerge come una figura imprescindibile nei progetti ICTin cui sono adottate metodologie agili come Scrum. La sua utilità si manifesta in progetti dove la complessità e la velocità di cambiamento richiedono un approccio flessibile e incrementale. In particolare, lo Scrum Master si dimostra prezioso in progetti di trasformazione digitale o sviluppo di software complesso, dove la collaborazione, l'adattabilità e la gestione efficace degli ostacoli sono fondamentali per il successo. 

 

È quindi una figura essenziale? 

Solo se si lavora con modalità Agile Scrum. 

Può sostituire un Project Manager?  Assolutamente no, sono realtà che non dovrebbero vivere insieme. 

È meglio la metodologia Waterfall o Agile, se Agile, meglio Scrum o Kanban? 

Ogni realtà è a sé e prima di decidere quale metodologia o framework scegliere è necessario analizzare ogni parte dell’azienda, bisogni e abitudini comprese.  

Samuele Capano

L’autore di questo articolo, Service Manager (ma nel cuore un Tester QA) lavora in Ulixe dal 2016. Appassionato di tecnologia, film horror e satira trova fantastico quando queste tre cose si mischiano assieme! Avvicinatosi al mondo IT grazie le console a 8bit e alla scrittura grazie alla satira. Nel tempo libero scrive per il gruppo satirico Kotiomkin e ha pubblicato il suo primo libro “Un mondo di cristallo” con la Montag Edizioni.

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